Regolamentare la Grande Rete
Sembra un titolo uscito da un film di fantascienza, ma non è così.
Il nostro Presidente del Consiglio, in un suo atto di generosità verso i media nazionali ed esteri, ha voluto esternare le seguenti parole:
“Per quanto riguarda internet manca una regolamentazione, porteremo le nostre proposte in sede internazionale”
Riassumendo le sue parole, ritiene che il nostro Paese sia all’avanguardia nel controllo dei rischi derivanti dall’uso improprio della Madre di tutte le reti, e vuole portare le nostre avanzate scoperte tecnologiche di controllo al prossimo G8 e G20.
Sono molto contento di scoprire che non vivo in un Paese arretrato, che investe nel futuro delle tecnologie del domani. Peccato che poi scopro di vivere in Italia, dove se non c’è un ritorno economico nessuno porta la banda larga, perchè lo Stato ha abdicato dalla sua funzione di servizio per il cittadino e i privati non sono fondazioni filantropiche, dove si costruisce un portale nazionale per esportare l’italianità all’estero, salvo scoprire che è un bug unico, che l’XSS la fa da padrone sulle sue pagine, e che è costato svariate decine di milioni, quando con una gara d’appalto fatta bene lo Stato avrebbe speso tre milioni, a voler stare larghi con i calcoli.
Ma il nostro Presidente del Consiglio quanto conosce della Rete ? Vuole controllare il flusso che ogni giorno si scarica tramite i suoi tentacoli ? Pensa di riuscire a schedare tutti e tutto ? Vorrei a questo proposito porgli le seguenti domande, dandogli del tu:
- Silvio sei a conoscenza delle darknet ?
- Silvio mai sentito parlare di Tor e Privoxy ?
- Silvio mai usato un Anonymous Remailer ?
- Silvio mai mandato una mail criptata con gpg ?
- Silvio i costi di questa tecnologia da utilizzare in serie e a livello massivo chi li paga ? Che benefici porterebbero in considerazione del rapporto costi/vantaggi ?
Capisco le esigenze di un politico, di qualunque colore esso sia, di dover dare aria alla bocca davanti ad una platea di cronisti giunti per sentire il verbo del potere costituito, ma forse non sarebbe il caso, quando si parla di certi argomenti, di documentarsi seriamente invece di ripetere frasi che ci sono state dette da qualche dirigente delle poste, che probabilmente non sa neanche lui di cosa di parla, essendosi preparato il discorso, scritto da qualche precario, la sera prima ?
Naturalmente io sono un povero uomo che non ha cognizione di cose più grandi di lui e non posso capire i meccanismi che regolano il Mondo e i rapporti internazionali, ma se chi li capisce ci ha fatto sprofondare nella più grande crisi economica da due secoli forse sarebbe il caso di cominciare a sentire anche la parola di noi nullità, non credete ?





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