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Ma il body rental nell’IT conviene veramente ?

Si parla tanto di risparmio e contenimento dei costi, ma proviamo a pensare a quest’argomento senza preconcetti e con obiettività.

Ritorno economico immediato

Tramite il body rental un’azienda ha un ritorno economico immediato del proprio investimento; paghi uno stipendio ma il costo è ammortizzato tramite il cliente che prende presso la propria sede il programmatore, e rimane anche un ricavo che finisce nelle casse della società.

Questo, in una visione a breve, può portare ad un bilancio in attivo, ma nel lungo periodo si verifica un depauperamento del patrimonio aziendale nella creazione prodotti, portando lo spazio di movimento lavorativo in un’arena dove vince chi rilancia la tariffa oraria più bassa, con un rischio concreto di perdita della clientela.

Se invece si creano prodotti avremo, a fronte di un rischio immediato, una possibilità di crescita del parco clienti fidelizzati, che non potranno staccarsi dalla software house perchè l’applicativo non è stato sviluppato in loco ma presso il fornitore, non permettendo quindi al cliente di avere una conoscenza approfondita dei processi e dei sistemi sottostanti. La singola risorsa non sarà il detentore unico della conoscenza del prodotto da proporre alla clientela, quindi non si rischieranno situazioni, troppo spesso viste, in cui i clienti assumono il consulente per necessità e perchè ormai si trova in loco da anni, lasciando il fornitore senza più un afflusso mensile di capitale proveniente dal body rental.

Crisi del mercato IT

Durante una crisi del mercato dei prodotti dell’Information Technology bisogna fare in modo che il gruppo di lavoro sia coeso, si senta in grado di superare la situazione determinatasi. Scegliendo la strada del body-rental si decide di circondarsi di persone a cui si infonde l’impressione di essere “quarti di bue” da spostare a seconda delle necessità, e a persone così gestite non si può chiedere di fare quadrato in un momento di difficoltà aziendale, perchè saranno i primi ad abbandonare la baracca.

Crescita e consolidamento aziendale

L’obiettivo di qualunque azienda è una crescita continua del fatturato; per permettere questo bisogna aumentare le quote di mercato. Ma dopo un certo livello di espansione bisogna anche consolidare la propria struttura interna.

Tramite il body rental non si costruisce nulla che assomigli anche lontanamente ad una struttura aziendale: si hanno uno o due generali, i proprietari/referenti, ed un’esercito di soldati sottopagati (già perchè con i vari passaggi di fornitori si perdono quote retributive altrimenti impiegabili per i costi mensili dei dipendenti), male equipaggiati (non c’è formazione), e pronti a tradire per una campagna più remunerativa.

Avete mai sentito che si sia vinta una battaglia, o anche una guerra, da parte di armate brancaleone? Sono pronto ad offrirvi una birra se trovate un caso. Certo questi sono in doppio petto, ma sempre armate di ventura al soldo di chi paga sono, e come tali non potranno chiedere la fedeltà del loro piccolo esercito.

Organizzando invece la struttura, i cambiamenti saranno meglio assorbiti e l’identità in “battaglia” più forte.

Mi sembra già di sentire i soloni del marketing ed i manager di progetto dirmi che mi sbaglio, che il mercato lo chiede, che non posso capire dalla mia posizione di programmatore; beh vorrei rispondere che:

  1. tutti questi “miseri” programmatori avevano già capito la truffa Mondiale dei subprime quando ci si diceva che non eravamo abbastanza esperti da comprendere i meccanismi del mercato globale;
  2. noi avevamo capito il trucco della copertura dell’erosione delle retribuzioni con il gioco del prestito al consumo;
  3. non ci vuole uno mago per capire le dinamiche per far prosperare un’azienda e renderla sana tramite un consolidamento progressivo, semplicemente si dedica del tempo a leggere libri e articoli di settore.

Quindi non venite a farmi la predica non avete l’autorità e neppure la competenza cari i miei yes man asserviti al sistema per farvi dissetare quotidianamente tramite le sue fonti.

Se invece si vuole discutere nel merito civilmente e senza partire da una posizione ideologica son o qui per tutti voi.


  1. owo
    27 Novembre 2008 a 23:39 | #1

    certo che la metti giu’ bella dura!!!

  2. 28 Novembre 2008 a 9:48 | #2

    Io aggiungerei il fatto che in una crisi del mercato generale, come sta avvenendo in questi ultimi mesi, e nell’ottica della tendenza all’acquisizione che sta permeando l’economia globale, le prime figure che vengono tagliate dai clienti sono proprio i consulenti in body rental.
    E approfitto per mettere sul fuoco altra carne: anche le società che acquisiscono tali consulenze sono proprio sicure che sia vantaggioso se poi le tengono come fossero dipendenti e finiscono per assumerle a stipendi altissimi o perderle per personale poco qualificato con gravi danni di operatività? Mai sentito parlare di formazione e crescita?

  3. Roberto C.
    28 Novembre 2008 a 9:53 | #3

    Per quanto si possa essere d’accordo o meno hai smentito la premessa iniziale. :-)
    Mi sarei aspettato pregi e difetti dei 2 modelii di business differenti (br o no).

    Il produrre in casa per non lasciare la conoscenza al cliente non mi pare corretto. Comunque in un futuro di clienti piùconsapevoli, is chiederanno software basati su standard aperti in modo che possano colloquiare tranquillamente con altri e diventare una risorsa per l’azienda e non un collo di bottiglia. Nessuno avrà più voglia di legarsi ad un fornitore a vita ma sceglierà chi correttamente offrirà servizi migliori.

    COncludo affermand che secondo me, in certi contesti le br hanno senso (se fatte seriamente) ma non in quest ocontesto come si sono diffuse oggi (per il quale sono d’accordo con te)

  4. 28 Novembre 2008 a 10:13 | #4

    Direi che la tua analisi è molto ricca e precisa, e riflette sia l’esperienza lavorativa che abbiamo vissuto insieme, sia quelle – mie ed altrui – che ho incontrato successivamente.
    Vorrei aggiungere una cosa, e fornire uno spunto di riflessione, cambiando punto di vista.

    Sono profondamente convinto che in certi – molti – casi le azienda facciano body rental per due motivi principali. Il primo è che non sono in grado di fare prodotti, o di venderli gestendo in modo ragionevole il proprio parco clienti: penso che la nostra esperienza comune ricada principalmente nel secondo caso, dato che le capacità penso ci potessero essere.
    Il secondo motivo, quello che senza dubbio ritengo più grave e sbagliato, se mi passi il termine, è che ad un certo tipo di azienda non importa nulla delle persone: le vede come un “quarto di bue” (come dici tu… mi mancava un po’ la tua terminologia colorita in proposito !) su cui guadagnare, che so, 50 € al giorno, e da scaricare non appena il cliente finale non ne ha più bisogno. In questo senso, ti assicuro che la nostra esperienza comune è assai meno peggio di quanto io abbia avuto modo di vedere in seguito: aziende senza alcuna competenza interna il cui unico scopo è fungere da “contenitore” tramite il quale aziende più grandi possono gestire le risorse in modo più flessibile (leggi precario). In sostanza, prestanome di professione.

    Lo spunto di riflessione è questo: ma il body rental conviene alle aziende che assoldano “mercenari” esterni invece che investire su risorse interne ?

    Alla prossima, e grazie per gli interessanti temi che sollevi.

  5. Nicola
    28 Novembre 2008 a 10:22 | #5

    Grazie per i commenti ragazzi, vi rispondo volentieri:

    - Owo
    Non la metto giù dura, dico solo dove si rischia di finire con queste società vuote, ovvero schiacciati da chi offre meno, come i Paesi delle economie emergenti.

    - Fabrizio
    La formazione e crescita appartiene a gruppi o società che hanno una visione di lungo periodo, ovvero business plan triennale. Quando tu hai manager che devono dare risultati sui sei mesi per prendere stock option o premi questi sono i risultati.

    - Roberto
    Non intendevo dire che bisogna produrre su standard chiusi, ma creare prodotti che generino profitto, sicuramente anche su standard aperti, anche perchè se dobbiamo soppiantare da un cliente un prodotto siamo ben felici di poter comunicare con la sua base dati altrimenti è un dramma.
    Forse sarebbe meglio che certe società si autoformassero sul mercato che coprono :-) eheheh non si può vendere elettrodomestici e poi mettere su una società di IT

    - Pietro
    Purtroppo Pietro se ti posizioni nella fascia di mercato IT che orbita attorno al body rental devi anche fare i conti della serva per sopravvivere, e su questo posso capire queste società, ma dovresti con il tempo cercare di ridurre la quota di lavoro in body rental per cercare di consolidarti e spostarti su fornitura diretta di prodotti alla clientela, e facendo nascere altre commesse da questo piccolo focolaio.
    Ma naturalmente parliamo di fantascienza per un Paese che ritiene che l’IT sia un costo e non una risorsa da sfruttare per migliorare i cicli produttivi interni ed esterni all’azienda.

  6. 28 Novembre 2008 a 10:27 | #6

    D’accordo, ma quello che intendo è che ci sono aziende che non hanno interesse a fare come dici tu, perché nascono per fare da prestanome ed appena c’è difficoltà chiudono: i proprietari si dedicano ad altro ed i dipendenti… si attaccano !

  7. dadex
    28 Novembre 2008 a 10:39 | #7

    Pienamente d’accordo con tutto quello che scrivi.
    Aggiungo che il discorso sul body rental vale anche per altre specializzazioni nel campo IT non solo nello sviluppo software. Ad esempio consulenza sul networking specializzato o sulla sicurezza…

  8. Nicola
    28 Novembre 2008 a 10:45 | #8

    Beh Dadex naturalmente non essendo un seminario mi sono limitato all’ambito al momento a me più vicino, ma naturalmente il discorso vale per tutte le figura professionali, siano esse interne all’IT o facente capo a una qualsiasi Business Unit aziendale.

  9. 28 Novembre 2008 a 13:42 | #9

    La catena di rivenditori di carne umana non porta nessun beneficio al cliente finale che affitta la “risorsa”.

    Quello che succede e’ che c’e’ un cretino che fa il lavoro e 3-4 bodyrentallari che mangiano sulle sue spalle.

    Spesso poi per contenere i costi e massimizzare il profitto vengono mandati ragazzini con CV gonfiati a spacciarsi per superesperti.

    Alle fine la “risorsa” ci mette la faccia (se si rivela un incompetente perche’ la BR gli ha gonfiato il CV gliene daranno la colpa), fa il lavoro, si accolla il rischio imprenditoriale (si fa pagare a 90-120 giorni, se la commessa salta se ne torna a casa).

    A che serve il body rental? Risposta breve: ad un cazzo.

    Risposta piu’ lunga: ad ingrassare quanche parente di qualche impiegato che lavora in HR o di qualche dirigente che lavora in aziende di un certo spessore (banche e telco principalmente).

    Risparmiare? Si puo, basta pagare il pezzo di carne 300 euro al giorno invece di pagarne 500 ad una BR, il pezzo di carne sara’ contento e fara’ un lavoro migliore perche’ potra mangiare pane e roast beef invece di pane e cipolle.

    Saluti da uno che per fortuna ha sempre saltato le catene.

  10. Nicola
    28 Novembre 2008 a 15:10 | #10

    Per dirla con una battuta probabilmente trattano tutti come quarti di bue perchè in un lavoro precedente facevano i macellai o i pescivendoli, senza offesa per queste due categorie.

    Pensandoci bene forse perchè sono persone che mettono in piedi società di cui non conoscono il mercato e le dinamiche, solo per farsi pagare come assuntori del rischio di azienda.

    Infatti mi piacerebbe sapere quanti anni di vita riescono ad avere queste società, oppure il saldo chiuse/aperte annuale e via dicendo, forse servirebbe a certi personaggi a dove ci porta tutto questo. Sai com’è una Olivetti ce la siamo già giocata.

  11. regor
    15 Aprile 2009 a 3:57 | #11

    Ma che quadro desolante. Noi informatici non abbiamo nessuna associazione di categoria.
    Forse non è ora di muovarsi?

    Boicottiamoli..

    Saluti.

  12. Nicola
    19 Aprile 2009 a 21:05 | #12

    Bah regor io nelle associazioni di categoria credo poco, nel senso che spesso nascondono persone in cerca di potere e luogo da cui spiccare il volo per poter accrescere conoscenze utili per fini personali.

    Cmq penso che sia difficile muoversi se non si viene regolati a livello legislativo, nel senso che se non si permette solamente a chi ha una certa esperienza, certi titoli e certi requisiti di lavorare nell’IT non ne usciamo e continueremo a vedere peracottai che si fingono consulenti informatici che possono fornire figure lavorative professionali, mentre invece raccolgono dal mercato chiunque abbia delle conoscenze di base e non esperienze significative.

    Con questo non voglio un protezionismo di questo mercato, ma cominciare a vedere le professionalità premiate come dovrebbero e non combattere con gente che ancora un pò non sa neanche il nome del linguaggio di programmazione che sta usando.

    Ciao, Nicola

  13. 26 Maggio 2009 a 15:09 | #13

    Salve,

    la presente per segnalare questa iniziativa per l’abolizione del contratto a progetto

    http://www.petitiononline.com/cocopro/petition.html

    Cordiali saluti.

  14. regor
    23 Giugno 2009 a 1:42 | #14

    Ma la cosa veramente interessante è che il peraccotaro sa come vincere le battaglie perchè è un mistificatore, un disonesto.

    Vi spiego la dinamica.

    Tizio A è più bravo di Tizio B.

    Tizio B è quindi il peracottaro della situazione.
    Tizio B spinge Tizio A nel pozzo in maniera subdola.
    Tizio A farà lui la figura del peracottare e Tizio B si godrà la sua gloria conquistata con l’inganno e l’immoralità.

    Questo è il nostro paese: bisogna prendere coscienze di questo comportamente puramente mafioso.
    Saluti.

  15. regor
    23 Giugno 2009 a 1:48 | #15

    mi scuso per gli errori di battitura.
    Ma siamo veramente a questo livello.

    La soluzione per rompere questa dinamica?

    Tizio A se ne sbatte della sua moralità e della sua onestà è fa letteralmente fuori Tizio B dimostrando a capri e cavoli la sua totale incompetenza….

    Le certezze oggettivo sono più forti di qualunque mistificazione: i mistificatori devono uscire dal mercato.
    Saluti.

  16. Nicola
    23 Giugno 2009 a 11:49 | #16

    Caro Regor,

    logicamente bisogna essere preparati in modo tale da respingere i tranelli del peracottaro, perchè se non ne siamo in grado vuol dire che non valiamo molto più di questo squallido personaggio. Certo ci possono ogni tanto fregare, ma vediamola così: sono esperienze che da cui imparare per non commettere gli stessi errori. Se invece mi parli del fatto che il peracottaro ha amicizie che gli permettono di soffiare il lavoro a gente più brava, beh su quello poco si può fare, non credi ?

  17. freelances
    9 Marzo 2010 a 14:47 | #17

    Il contratto a progetto è una formula di speculazione bella e buona. Togliete questa forma di contratto e vedrete che metà delle società body rental andranno a farsi friggere.
    Buona parte di queste società serve a poco e niente, la stabilità e la durante diciamo del posto di lavoro e demandata al consulente che studia, impara e si forma nel corso degli anni con sacrifici. Quindi cari rentallari se volete che una persona rimanga assumetela e no venitemi a canticchiare storielle che sento ad ogni colloquio.
    Thanks

  18. Nicola
    9 Marzo 2010 a 15:58 | #18

    Ritengo che società di consulenza siano sempre esistite, e l’utilizzo di partite iva o contratti a progetto sia fisiologico in certe situazioni; la cosa ridicola e che dovrebbe far pensare è quella di aziende che hanno 10 consulenti su 10 esterni e non assunti a tempo indeterminato/determinato.

    Su questo si dovrebbe ragionare

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